Come Scrivere la Lettera di Accompagnamento al Curriculum

admin 16 giugno 2011 0
Come Scrivere la Lettera di Accompagnamento al Curriculum

 

 

Se per scrivere un buon curriculum vitae esistono molti modelli da seguire, a partire dal curriculum europeo, molti libri sull’argomento e molti articoli sulle testate specializzate in offerte di lavoro, per la lettera di accompagnamento è difficile trovare trattazioni esaustive da seguire senza interpretazione e coinvolgimento personale. Eppure, questo semplice scritto è un asso nella manica che l’aspirante lavoratore deve sapersi giocare bene per catturare l’attenzione e l’interesse di chi è chiamato a valutare la sua candidatura, sia essa spontanea o sia in risposta a un preciso annuncio.

Non esiste una formula unica valida per tutte le situazioni ed anzi, è proprio nella capacità di differenziarsi, di raccontare la propria unicità e la propria personalità che risiede il segreto del successo. La lettera d’accompagnamento è uno scritto sintetico per il quale è consigliabile non superare mai la singola pagina, perché la tendenza diffusa, com’è facile osservare, è quella di leggere sempre meno e sempre più velocemente e superficialmente. In una pagina bianca, quindi, occorre saper dire ciò che nel curriculum non c’è; non ripetere dati di studio o di lavoro se non strumentali ad affermare la propria motivazione (criterio importantissimo per chi valuta gli aspiranti lavoratori), la propria determinazione, la passione e l’entusiasmo (se ci sono; e quando ci sono ed emergono è sicuro che si venga almeno notati e valutati positivamente) e le aspirazioni di carriera o di sviluppo o di futuro personale in genere.

Consigli pratici: frasi brevi, concetti chiari, non eccessiva autoesaltazione ma concretezza nel parlare di sé. Occorre spiegare perché ci si ritiene un’efficace risposta all’esigenza di personale che il datore di lavoro ha.

A questo punto ci sono alcune differenze tra la lettera di accompagnamento al curriculum in caso di risposta ad un preciso annuncio e quella scritta in caso di autocandidatura. Nel primo caso, quando ci s’imbatte in un annuncio che si ritiene interessante occorre valutare anche lo strumento di comunicazione su cui tale annuncio appare. Se, per esempio, gli annunci di lavoro su Roma si trovano su un particolare sito, su un quotidiano o si ascoltano da una radio locale di particolari significati e importanza per la capitale, occorre pensare – per capire la psicologia di chi leggerà il curriculum e la lettera di presentazione – al perché l’annuncio sia stato pubblicato in quel contesto e regolare anche così il tono della lettera. Dopodiché, occorre riportare i riferimenti esatti dell’annuncio (ruolo/figura ricercata, codice di riferimento se c’è) e poi presentarsi in chiave di elemento capace di ricoprire quel ruolo efficacemente. Nel caso invece di autocandidatura, occorre descriversi a partire dal nome esatto (quanto più possibile) del ruolo/mansione a cui si punta ma poi deve emergere il motivo che ha ispirato il candidato a rivolgersi proprio a quell’indirizzo, sia esso nato dalla lettura di un “cerco lavoro” particolarmente attinente sia ogni altra informazione raccolta in altro modo plausibile. Chi valuta i potenziali lavoratori spesso è dalla lettera di presentazione che capisce l’interesse a un posto specifico e non un qualsiasi posto ‘pur di lavorare’. In un semplice foglio bianco, ordinato, ben scritto e ‘vero’ si nasconde la chiave del successo: trovare il lavoro, proprio ‘quel’ lavoro.

 

Foto: isabisa




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